lunedì 3 marzo 2008

Cos'è il rosso carminio?

E' un ingrediente cosmetico che si può trovare facilmente nei rossetti  e prodotti per il trucco  in generale,  e c'è da sapere che viene ricavato dalla pressatura delle coccinelle, nell'inci in inglese il carmino lo troviamo come "Carmine". Allora mi sono chiesta, perchè aziende che hanno scelto di rispettare gli animali usano questa sostanza nei loro cosmetici? In realtà la risposta era semplice, i coloranti sintetici sono potenzialmente nocivi per la salute e quindi il loro utilizzo non è consentito se si vogliono produrre dei cosmetici naturali certificati, ecco perchè ditte etiche come Lavera, che ha perfino molti prodotti registrati alla Vegan Society, usa il rosso carminio in alcuni suoi rossetti.

Io non sono molto pratica di make up perchè lo uso saltuariamente e nello specifico del rossetto, proprio mai, però essendo un settore di largo consumo credo sia importante parlarne. Riporto un breve articolo dove si segnala anche un'altra sostanza (pearl essence) di cui non conoscevo neanche l'esistenza:

Al giorno d’oggi c’è il rischio, truccandosi, di “infarcire” la propria pelle con composti dannosi. Infatti nella maggior parte dei nostri cosmetici di uso quotidiano, come ombretti, mascara e rossetti, si nascondano insidie chimiche e tossiche non indifferenti. Quante volte infatti, guardando sulla confezione del nostro rossetto preferito ci è capitato di trovare fra gli ingredienti nomi strani come butilbenzilftalato, dibutilftalato, dietilesilftalato, dietilftalato o dimetilftalato.

Gli ftalati, della cui tipologia fanno parte i 5 composti appena elencati, sono dei prodotti chimici di sintesi ottenuti mediante operazioni di distillazione industriale e numerosi studi hanno rivelato che provocano danni all’apparato riproduttivo umano. Tuttavia sono utilizzati nella formulazione di alcuni prodotti cosmetici, ma anche come agenti plastificanti nella fabbricazione degli oggetti in cloruro di polivinile (PVC). Il che significa che il bel rosso cangiante che ci stendiamo meticolosamente sulle labbra, potrebbe avere le stesse identiche caratteristiche di un “chimicissimo” foglio di PVC.

Ma quali sono i rossetti che contengono più ftsalati e dai quali è meglio stare alla larga?

Test commissionati da Greenpeace hanno constatato la presenza di ftalati in 52 dei 72 cosmetici esaminati, puntando il dito contro grandi marche come l’Oreal, per i rossetti Mabelline, Shiseido, ed Esteé Lauder per i rossetti della linea Clinique.Queste grandi aziende, interrogate da Greenpeace riguardo all’utilizzo di prodotti chimici di sintesi nella formulazione dei loro prodotti, non sono risultate idonee all’ottenimento della “grazia etica”, meritando il bollino rosso nella “lista nera” dell’associazione ambientalista per l’inadeguatezza a standard ecologici.

Bollino verde invece per i rossetti formulati dalle aziende naturali Wala, Lavera e Logona, meritevoli di aver passato il test ecologico a pieni voti.

Tra gli altri ingredienti della cosmetica moderna è possibile poi trovare sostanze meno inquinanti ma che destano comunque una certa sorpresa: è bene sapere infatti che per i rossetti con “pearl essence”, i cosidetti perlati, si utilizza una sostanza presa dalle scaglie di aringhe, mentre il rosso carminio viene ricavato dalla pressatura di coccinelle.

Ma se proprio non si vogliono correre rischi e si preferisce rispettare il più possibile la natura anche nel farsi belli, il consiglio allora è di fare come le geishe giapponesi che per dipingersi labbra e guance usano un composto super naturale fatto con petali di cartamo e zafferano schiacciato.

Valeria Botrugno

22/2/2007

0 commenti:

Posta un commento