mercoledì 29 aprile 2009

STOP ALLA FIERA DEL BESTIAME A MONZA!

Petizione di Oltre la Specie! Fate attenzione che dopo aver inviato la mail ne arriva una subito dopo per convalidare la firma, quindi controllate la posta e non abbandonate il PC!

domenica 26 aprile 2009

Solari Santaverde


Ecco i due prodotti solari Santaverde, la protezione SPF18 e il doposole. Sono sicuramente tra i meno economici ma credo siano tra i migliori in circolazione, anche se ancora non li ho sperimentati personalmente mi sento di consigliarli...soprattutto la protezione perchè è fondamentale, come idratazione si può anche usare tranquillamente una crema diversa.

Entrambi disponibili su: My Sweet Bio




Crema solare biologica all'Aloe Vera SPF 18

Inci: Aloe Barbadensis*, Titanium Dioxide, Squalane, Cocoglycerides, Simmondsia Chinensis Oil*, Butyrospermum Parkii Butter*, Lauryl Glucoside, Glycerin, Alcohol, Polyglyceryl-2 Dipolyhydroxystearate, Betaine, Myristyl Alcohol, Spiraea Ulmaria Extract*, Sodium Cetearyl Sulfate, Cocos Nucifera Oil*, Hydroxystearic Acid, Galactoarabinan, Prunus Amygdalus Dulcis Oil*, Macadamia Ternifolia Seed Oil*, Oryza Sativa Germ Oil, Aleurites Moluccana Nut Oil, Lilium Candidum Extract*, Xanthan Gum, Humulus Lupulus Extract, Sodium Phytate, Rosmarinus Officinalis Extract, Aroma. // *Certified organic // **Natural essential oils



Emulsione Dopo sole biologica all'Aloe Vera

Inci: Aloe Barbadensis*, Cocos Nucifera Oil*, Caprylic/Capric Triglyceride, Simmondsia Chinensis Oil*, Alcohol (plant based), Carthamus Tinctorius Oil*, Betaine, Hippophae Rhamnoides Extract*, Shorea Stenoptera Butter, Sodium Lactate, Sodium Cetearyl Sulfate, Glyceryl Stearate, Lauryl Glucoside, Polyglyceryl-2 Dipolyhydroxystearate, Glycerin, Bisabolol, Lilium Candidum Extract*, Xanthan Gum, Rosmarinus Officinalis Extract*, Humulus Lupulus Extract, Sodium Phytate, Maltodextrin, Parfum**. // *Certified organic // **Natural essential oils



Per gli amici all'estero, anche per voi qualche sito utile per gli acquisti!

In UK: www.pure-girl.co.uk
In US: www.natureofbeauty.com
In Germania: www.bella-donna.de

giovedì 23 aprile 2009

BASTA BOTTICELLE

Se volete partecipare attivamente alla campagna contro le botticelle romane promossa dall'Oipa, e naturalmente sostenuta da altre associazioni, è possibile scaricare i volantini qui, anche nella versione in inglese. Se invece volete solo firmare la lettera di protesta cliccate direttamente qui.

lunedì 20 aprile 2009

OCCHIO, controlli incrociati!

Ecco un'altra ditta tedesca, sempre certificata BDIH, che quindi usa buoni ingredienti in linea generale e nello specifico anche biologici certificati. L'intera produzione SANTAVERDE è base di aloe vera. Segnalerò presto i suoi solari nel dettaglio, ora intanto volevo pubblicizzarla perchè non è troppo conosciuta in Italia, e con l'occasione ribadisco l'importanza dei controlli incrociati...

La ditta ha anche aderito allo "Standard del non testato" però se non controllate il sito del partner austriaco potreste pensare che non sia cruelty-free, purtroppo è una di quelle piccole mancanze di cui ho parlato più volte, ma ogni tanto preferisco ripetermi e ricordarlo, per i più distratti!:)

Quindi non mancate di visitare anche: www.kosmethik.at

(a settembre 2010 la lista sopra citata non è più visionabile e non ho idea se sia una questione momentanea o permanente, comunque Santaverde ormai è stata inserita nella lista BUAV)



Come si vede chiaramente dall'immagine qui a sinistra, ancora non è stata inserita nella lista della BUAV sul sito ufficiale GoCrueltyFree, che di norma dovrebbe essere quella completa...invece è già da tempo nella lista positiva austriaca, quindi la ditta è certificata.

Non sono mie opinioni personali, è proprio un dato di fatto da tenere presente per avere un quandro completo!


Info ditta e prodotti: www.santaverde.de

Solari Lavera

Se ci riesco più avanti vorrei dedicare uno spazio specifico ai filtri solari, intanto inizio a segnalare qualche buon prodotto della linea "solari" di una delle mie ditte preferite che usa filtri minerali (con nanoparticelle ricoperte) e ingredienti di buona qualità in generale, Lavera!
E' certificata Naturewatch (FCOD 1998) e BDIH, molti prodotti (ma non tutti) sono registrati alla Vegan Society quindi quelli vegan si identificano subito dal logo riportato sulle confezioni.

La linea offre spray e creme con vari fattori di protezione,non manca il protettivo per le labbra, utile anche in inverno quando si arrossano e screpolano! Se avete un negozio NaturaSì vicino casa trovate molto della ditta, e online poi si trova tutto senza problemi. Questi che segnalo sono disponibili attualmente su Natura Viva, ho linkato direttamente ogni prodotto. Anche il doposole che ho provato in passato, è buono!



SPRAY SOLARE BABY & KINDER NEUTRAL SPF 20 

Indicato per pelli ipersensibili, fattore protettivo completamente di natura minerale. Subito attivo.

INCI: Aqua, Glycine Soja Oil*, Titanium Dioxide, Alcohol*, Caprylic/Capric Triglyceride, Glycerin, Lysolecithin, Sodium Lactate, Helianthus Annuus Seed Oil*, Dipotassium Glycyrrhizate, Oenothera Biennis Oil*, Hippophae Rhamnoides Extract*, Xanthan Gum, Hydrogenated Palm Glycerides, Hydrogenated Lecithin, Betaglucan, Tocopherol, Brassica Campestris (Rapeseed) Sterols, Alumina, Ascorbyl Palmitate, Stearic Acid

*ingredienti da agricoltura biologica certificataValore pH: 5,0-5,5
VEGAN - CERTIFICATO BDIH



BALSAMO LABBRA SPF 15 

Alto fattore di 100% filtri solari minerali, protegge subito
INCI: Ricinus Communis, Olea Europaea*, Glycine Soja*, Copernica Cerifera, Silica, Euphorbia Cerifera, Titanium Dioxide, Simmondsia Chinensis*, Prunus Dulcis*, Helianthus Annus*, Calendula Oficinalis*, Aloe BArbadensis*, Hippophae Rhamnoides*, Butyrospermum Parkii*, Tocopherol, Ascorbyl Palmitate, Aroma

* Ingredienti da agricoltura biologica certificata
VEGAN - CERTIFICATO BDIH




LATTE ANTI-ETA' SPF 15

INCI: Aqua, Glycine Soja Oil*, Titanium Dioxide, Alcohol, Glycerin, Caprylic/Capric Triglyceride, Cetearyl Alcohol, Myristyl Alcohol, Squalene, Helianthus Annuus*, Simmondsia Chinensis*, Prunus Dulcis*, Stearic Acid, Caffeine, Sodium Hyaluronate, Tocopherol Acetate, Hydrogenated Lecithin, Hydrogenated Palm Glycerides, Ruscus Aculeatus, Aloe Barbadensis*, Calendula Officinalis*, Hamamelis Virginiana*, Lysolecithin, Xanthan Gum, Tocopherol, Rosa Damascena*, Lecithin, Dipotassium Glycyrrhizate, Betalugan, Butyrospermum Parkii, Brassica Campetris(Rapeseed) Sterols, Alumina, Ascorbyl Palmitate, Parfum**, Citral**, Coumarin**, Eugenol**, Geraniol**, Citronellol**, Limonene**, Linalool**

* Ingredienti da Agricoltura Biologica Certificata
** Oli essenziali naturali

GIUDIZIO OEKO TEST: SEHR GUT (Nr.7/2006)
Valore pH: 5,0-5,5 - VEGAN - CERTIFICATO BDIH



LATTE SOLARE NEUTRAL SPF 20


INCI: Aqua, Glycine Soja*, Titanium Dioxide, Polyglyceryl-3 Ricinoleate, Caprylic/Capric Triglyceride, Alcohol*, Glycerin, Tricaprylin, Helianthus Annuus*, Tocopheryl Acetate, Glyceryl Oleate, Simmondsia Chinensis*, Prunus Dulcis*, Oenothera Biennis*, Canola, Glucose Glutamate, Aloe Barbadenis*, Dipotasssium Glycyrrhizate, Hippophae Rhamnoides*, Hydrogenated Castor Oil, Alumina, Stearic Acid, Tocopherol, Betalugan, Ascorbyl Palmitate

* Ingredienti da Agricoltura Biologica Certificata
Valore pH: 5,0-5,5 - VEGAN - CERTIFICATO BDIH

domenica 19 aprile 2009

Shampoo zucchero e cocco SERES (Derbe)

Questo è uno degli ultimi prodotti che ho provato recentemente e mi ci sono trovata davvero bene, è stata una piacevole sorpresa! Fa una morbida schiuma cremosa e pulisce bene senza seccare, i capelli rimangono leggeri e molto profumati, la fragranza è agrumata. Gli ingredienti usati nei prodotti Derbe non sono tutti "eco" ma questo nell'insieme è passabile sotto quel profilo, insomma qualcosa di sconsigliato c'è...ma l'ho trovato veramente delicato sulla cute e la sensazione che lascia è molto piacevole, in più è cruelty-free garantito LAV. Il prezzo purtroppo è un pò alto (il flacone da 200 ml costa circa 9 euro però dura a lungo perchè non è necessario abbondare con le dosi), ed è facilmete reperibile. Sinceramente lo consiglio anche a chi non tende ad avere i capelli grassi, mi sembra proprio adatto a tutti.

La Derbe di solito si trova nelle erboristerie, e nei punti vendita NaturaSì c'è un buon assortimento, online si può acquistare anche direttamente dal sito del produttore.

INCI: water, lauryl glucoside, sodium coceth sulfate, potassium cocoyl hydrolyzed wheat protein, hydrolyzed sweet almond protein, limonene, parfum/fragrance, imidazolidinylurea, potassium sorbate, benzyl alcohol, phenoxyethanol, rosa centifolia flower water, citrus aurantium bergamia (bergamot) fruit oil, citrus medica limonum (lemon) peel oil, panthenol, linalool, polyquaternium-7, lavandula angustifolia (lavander) oil, citral, sodium phytate, tocopherol, alcohol, amyris balsamifera bark oil, juniperus virginiana oil, helianthus annuus (sunflower) seed oil, curcuma loga (tumeric) root extract.

mercoledì 15 aprile 2009

La ricerca vincente!

La fondazione Dr Hadwen Trust ha finanziato un progetto per la ricerca senza animali che ha vinto un premio prestigioso in occasione di una manifestazione tenutasi presso la Camera dei Lord lo scorso marzo.

La Dr.ssa Deborah Holliday, che opera presso il dipartimento di patologia e biologia tumorale, Leeds Istituto di Medicina Molecolare, ed i colleghi della Queen Mary, università di Londra, hanno costruito un modello tridimensionale di cancro al seno umano in provetta. Il modello utilizza cellule umane di cancro al seno e di tessuti sani donati da volontari ed è destinata a contribuire alla sostituzione di esperimenti che utilizzano fino a 400 topi per prova e di solito coinvolgono l'impianto di tumori, iniezioni addominali di droghe e la successiva raccolta degli stessi tumori. La ricerca è stata pubblicata nella rivista Breast Cancer Research!

La Dr.ssa Holliday ha dichiarato: "Questo è un entusiasmante sviluppo sia per la lotta al cancro al seno sia per la ricerca senza animali, sono emozionata da questo premio. La comprensione di come le popolazioni di singole cellule contribuiscono alla progressione del cancro è fondamentale per aumentare la nostra comprensione della malattia e per individuare nuovi bersagli per la terapia. Essere in grado di utlizzare questo complesso modello 3-D di culture umane ci fornisce uno strumento prezioso per indagare senza l'uso di esperimenti su animali ".

Questa è solo la mia sintesi del comunciato stampa, l'articolo su: www.drhadwentrust.org

domenica 12 aprile 2009

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sabato 11 aprile 2009

Il punto di vista di UNCAGED

Serve presentare Uncaged? Non credo proprio, mi sembra ben conosciuta, e anche il sito è citato spesso un pò ovunque, non solo in UK dove c'è la sede. Di quale punto di vista parliamo? Per cambiare, anche oggi parliamo un pò di cosmetici cruelty-free, perchè le mie contemplazioni non finiscono mai...

La posizione di quest'organizzazione al riguardo non coinvolge direttamente lo Standard internazionale del non testato che tutti conoscono, e per me non è un problema visto che non ho una "bibbia" personale sull'argomento, diciamo pure che lo Standard che vorrei io non esisterà mai, ma proprio per questo voglio proporre la faccenda come spunto di riflessione. Uncaged sostiene e promuore la lista "cruelty-free" di Naturewatch, dove tutte le ditte hanno una Fixed Cut Off Date (data stabilita) e non sono imparentate con altre di etica opposta (FAQ n. 5), e io sono veramente contenta di averla acquistata perchè ci ho trovato delle informazioni che non avrei potuto trovare altrove.

La lista ovviamente è lunga, sul sito di Uncaged viene citata solo qualche ditta e vorrei far notare che molte di quelle inserite hanno aderito comunque allo Standard tramite BUAV, ma non tutte..per fare un esempio:

Green People, con 1990 come Fixed Cut Off Date  e che tra l'altro è segnalata cruelty-free pure da SHAC, i cui attivisti sono noti per essere quelli che vanno in prigione per combattere la vivisezione (info qui), allora che dire, questa ditta non è cruelty-free perchè non garantita anche dalla BUAV???

Alla fine si riduce tutto, sempre e comunque, a doversi fidare di qualcuno, nessuno può andare a controllare personalmente tutti gli stabilimenti, di tutti i produttori di materie prime, di tutte le ditte approvate da chi che sia, e credo proprio che non lo faccia neanche l'ispettore dell'ICEA, tanto per rimanere nel nostro territorio, infatti per aderire allo Standard internazionale si parla solo di un sopralluogo nell'azienda, il resto sono carte firmate. Vabbè io continuo a seminare spunti di riflessione utili per me, poi forse saranno di ispirazione anche per qualcun'altro. E' veramente un big mess..tra l'altro diventato anche un big business internazionale al quale vogliono un pò tutti partecipare!

Questa è la breve lista positiva/negativa che copio da qui.

NON-ANIMAL TESTING COMPANIES
Avalon Natural Products Jason Natural Cosmetics
Barry M Cosmetics Kingfisher
Beauty Without Cruelty Liz Earle
Bio-D Meadowsweet
Daniel Field Neal’s Yard Remedies
Faith In Nature Urtekram
Green People Weleda
Honesty Cosmetics Yaoh

COMPANIES TO BOYCOTT

Avon Cosmetics Jeyes
Beiersdorf Johnson & Johnson
The Body Shop/L’Oreal+ Lancome
Chanel Lever Fabergé
Christion Dior L’Oreal/Nestlé
Clinique Miners Cosmetics
Colgate Palmolive PZ Cussons
Coty Reckitt Benckiser
Ecover* Revlon
Estée Lauder SC Johnson
FCUK Virgin Vie
Garnier Yardley
Givenchy Yves Rocher
GlaxoSmithKline Yves Saint Laurent
Helena Rubenstein Unilever

+ The Body Shop are now owned by L’Oreal/Nestlé.
* Ecover do not have a FCOD, they follow the ‘5 year rolling rule’, which is why they feature on the ‘bad’ list.

venerdì 10 aprile 2009

In cerca di risposte...



...premesso che la cosa migliore credo sia sempre chiedere chiarimenti direttamente alla fonte (in rete si legge veramente di tutto, compreso cose ridicole), ultimamente ben 5 delle mie richieste inviate a produttori e associazioni certificatrici non hanno avuto risposta, quindi sono costretta a continuare a indagare per mio conto nel tentativo di capire meglio quello che non mi torna.
A essere pignoli si risulta antipatici, lo so, ma se cercavo popolarità avrei iniziato un blog totalmente diverso...non è questo il mio scopo, quindi no problem se qualcuno pensa che sono troppo esagerata su questa storia dei cosmetici e detersivi cruelty-free. Quando si  è veramente interessati a un determinato argomento è normale che si voglia approfondire,  no?  E poi secondo me la superficialità crea "danni", è un effetto a catena che genera cattiva informazione influenzando negativamente il mercato.

Allora ben venga la rinomata fiscalità tedesca che oggi forse mi ha chiarito un punto interrogativo: perchè la certificazione tedesca BDIH non è mai direttamente associata a un prodotto cruelty-free, pur avendo uno standard che sembra valido anche sotto questo profilo?

Grazie al sito della Sonett ora almeno ho un dubbio in meno, ho letto la versione in inglese perchè con il tedesco sto a zero e quello in italiano, come succede spesso, non è altrettanto dettagliato.
In sostanza, dal momento che tutti gli ingredienti sul mercato sono stati comunque testati su animali (in qualche momento, da qualcuno in qualche posto) la dicitura "senza sperimentazione animale" è ritenuta ingannevole e quindi la BDIH non ne permette l'uso, ma non solo, in Germania tale dicitura è già stata vietata varie volte dai giudici come una pratica di concorrenza sleale, quindi è ovvio che su un prodotto del genere non troveremo la scritta "cruelty-free" o simili!

Ho voluto essere sintetica ma il discorso è più lungo e interessante, potete leggerlo integralmente qui, sinceramente io ho capito meglio in inglese che con la traduzione in italiano di Google, comunque nel caso cliccate qui.

mercoledì 8 aprile 2009

NEWS sul pet food cruelty-free

Da quando ho fatto la mia panoramica sul pet food cruelty-free sono state aggiunte tre ditte nella lista positiva dell'OIPA, quindi mi ripeto...controllate spesso le liste! A scanso di equivoci ribadisco anche che in questo caso cruelty-free va interpretato nel senso che le ditte non fanno/commissionano vivisezione.

La lista completa è qui e le nuove entrate sono:

  • GLOBAL PET REGAL ITALIA - Cane e Gatto Superpremium & Olistic Formula Regal U.S. Grains. Nel sito c'è l'elenco dei rivenditori e il secco per cani è acquistabile anche direttamente online: www.regal-italia.com
  • DORADO Srl - Exclusion, Baubon, Gloden Food, Primacy
  • NATURE ITALIA Srl

Poi qualche novità sulla EAGLE PACK, dalla newsletter di Animal's Club ho saputo che la marca non sarà più distribuita in Italia per scelta del produttore stesso, ma le identiche ricette verrano proposte a marchio Golden Eagle e alcuni prodotti saranno reperibili in futuro sempre su Animal's Club. Comunque a titolo informativo, segnalo che la Eagle Pack è stata inserita di recente anche nella lista positiva della PETA. Alla fine devono aver trovato un accordo...sulla questione ne avevo già parlato a lungo tempo fa, qui!

Infine segnalo l'alimento vegetariano della BioPet Care S.r.l., sul quale purtroppo non so ancora molto perchè nel sito del produttore non ci sono tutti i dettagli e la sezione dedicata ai consumatori non è ancora stata inserita, ma lo sto tenendo ben sott'occhio! Se l'articolo vi interessa consiglio di fare altrettanto. La ditta produce cibi biologici a base di carne per cane e gatto ma offre anche una versione totalmente cruelty-free!

martedì 7 aprile 2009

Anche Benetton diventa FUR-FREE


Una buona notizia che scopro dal blog della mia amica Ariel, anche la Benetton è passata al fur-free! Lo ha annunciato ufficialmente l'HSUS (The Humane Society of United States), la policy sarà effettiva dalle collezioni primavera/estate 2010.
Già in passato la Benetton si era arresa alle pressioni animaliste per la lana merinos, dichiarando che non ne avrebbe più acquistata di quella ottenuta con la pratica del mulesing, ora un altro bel passo avanti..a quando i profumi cruelty-free???

Il gruppo Benetton ha un rete di più di 5500 negozi in 120 paesi in tutto il mondo e produce 160 milioni di capi l'anno, parliamo proprio di un fatturato annuo veramente sostanzioso, e per fortuna ha confermato che la policy fur-free si estende a tutti i marchi del gruppo:


United Colors of Benetton, Sisley, Undercolors, Playlife e Killer Loop

venerdì 3 aprile 2009

Torniamo sulla BDIH

Volevo preparare un post per segnalare qualche crema solare ma cercandone tra le ditte cruelty-free che usano filtri fisici (minerali), che sono ormai i più consigliati, tornavo sempre a sceglierne tra quelle certificate BDIH...così invece di parlare di "solari", alla fine eccomi qui a parlare nuovamente di questa certificazione perchè nonostante sia diffusa e conosciuta, spesso non si pensa che abbia anche un ottimo standard riguardante l'esclusione di test su animali. Io per prima fino a poco tempo fa ero veramente poco informata sotto questo aspetto, infatti pensavo fosse solo sinonimo di buona qualità, e poi da quando ho iniziato ad approfondire l'argomento vorrei poter allargare gli orizzonti altrui!

Facciamo il punto della situazione, in sintesi:

*qualità

La tedesca BDIH certfica la "cosmetica naturale controllata", le ditte con questo marchio di garanzia possono e non possono utilizzare determinati ingredienti, quindi sono esclusi tutti quelli potenzialmente e/o ufficialmente dannosi per la salute umana e anche i metodi di produzione e imballaggio mirano ad essere il più possibile ecologici.

*ingredienti di origine animale

L’uso di materie prime di vertebrati (p.es. lo spermaceti, l’olio di tartaruga, l’olio di lutreola, il grasso di marmotta, grassi animali, collageni animali e cellule) è proibito.

*esperimenti sugli animali e prodotti finiti

Nè durante la produzione nè durante lo sviluppo e il controllo dei prodotti finali vengono effettuati o ordinati esperimenti con gli animali.

*esperimenti sugli animali e materie prime

Materie prime che non esistevano sul mercato prima del 01.01.1998 possono essere usate solo se non sono state sottoposte ad esperimenti sugli animali. Non vengono presi in considerazione gli esperimenti sugli animali che sono stati effettuati da terzi i cui non hanno agito né su incarico né su iniziativa del committente, né hanno rapporti societari o contrattuali con esso.

Allora, secondo me la parte inerente all'assenza di test su animali poteva essere espressa in modo migliore, non so se sia solo una mia impressione ma comunque dopo aver letto tante spiegazioni nei siti web di vari produttori, credo di capire che le ditte approvate abbiano il 1998 come FCOD (fixed cut-off date), e forse ne ho anche avuto conferma consultando "La guida allo shopping compassionevole" di Naturewatch che ritengo fonte autorevole.
Nella guida vengono riportate le date stabilite dalle ditte inserite e ce ne sono alcune certificate anche BDIH come Lavera e Logona,  la cui fixed cut-off date  viene segnalata proprio 1998.



Sembrerebbe che un prodotto con il marchio BDIH non solo sia di buona qualità ma anche cruelty-free, e questo forse spiegherebbe perchè tra le ditte che hanno aderito allo Standard internazionale le tedesche siano quasi del tutto assenti..hanno già un buon loro "Standard" nazionale. Che ne pensate???
Qualcuno ne sa di più? Io ho scritto direttamente alla BDIH per avere chiarimenti in merito ma non ho mai ricevuto alcuna risposta quindi nell'incertezza faccio controlli incrociati prima di acquistare..

Comunque le ditte accreditate non sono solo tedesche, ne troviamo di diverse nazionalità e svariate sono facilmente reperibili anche in Italia, poi ovviamente è sempre tutto accessibile online. Ulteriori dettagli e relativi links sono nell'altro post  dedicato all'argomento in precedenza qui.

giovedì 2 aprile 2009

MASSIMO TETTAMANTI...truffa vivisezione

Riproponiamo un illuminante articolo del dott. Massimo Tettamanti pubblicato qualche anno fa su NoVivisezione.org

La truffa dei test su animali: la prova definitiva

Novembre 2001

Gli animali più usati per scopi sperimentali sono sicuramente i roditori: topi, ratti e cavie [1-6].

Sono piccoli, facilmente gestibili, costano poco e la loro durata di vita di due-tre anni è sufficientemente breve da permettere rapidi studi di cancerogenesi [7].

Esistono differenze microscopiche dei processi metabolici e anche differenze macroscopiche fra uomini e animali.

Alcune delle differenze macroscopiche più famose sono: a differenza dell'uomo, i roditori non sono in grado di vomitare le tossine [8]; l'uomo può accumulare agenti nocivi dal naso e dalla bocca mentre i roditori respirano solo dal naso [8]; ratti, topi e criceti sintetizzano la Vitamina C all'interno del loro corpo ottenendo così naturalmente un potente agente anticancerogeno mentre l'uomo non è in grado di farlo [7]; i ratti hanno una elevata capacità enzimatica di non accumulare massa grassa (che in loro si accumula nel fegato) a differenza dell'uomo nel quale si accumula nelle arterie, diventando una potenziale causa di patologie [7]; i ratti vivono solo 2-3 anni; un'altra differenza è che i ratti femmina hanno una salute migliore se possono continuamente restare gravide [8]; inoltre è diverso l'assorbimento del ferro nelle diverse specie [9].

Citando alcune delle sostanze chimiche più famose, il benzolo e l'arsenico, cancerogeni per l'uomo, non lo sono per i roditori che vengono normalmente utilizzati per questo tipo di test [7].

Allo stesso modo, la naftilamina, cancerogena per la vescica urinaria umana, non provoca nessun tipo di cancro nel topo [7].

Una ricerca, partita dall'Università di Manitoba, a Winnipeg [10] ha messo in evidenza che molti antistaminici e alcuni antidepressivi (fluoxetina, amitriptilina, ecc...) provocano il cancro ai topi.

Le aziende produttrici hanno replicato che i loro laboratori possono dimostrare l'innocuità delle sostanze incriminate.

Quindi, in alcuni laboratori, gli studi su animali hanno dimostrato la pericolosità di molte sostanze; in altri laboratori, gli studi su animali hanno dimostrato l'innocuità delle stesse sostanze.

Ciascuno può ottenere il risultato che preferisce, che più fa comodo.

Ad esempio, nel 1992, dopo essere stata denunciata, l'Agenzia di Protezione dell'Ambiente Statunitense (EPA) usò i test su animali per difendersi e garantire la sicurezza di pesticidi in prodotti alimentari [8].

L'anno successivo, cambiata evidentemente la linea politica, l'EPA produsse una lista di pesticidi, tra i quali quelli per cui era stata denunciata, che avrebbero dovuto essere ritirati dal mercato in quanto cancerogeni per gli animali da laboratorio [11-12].

L'unica spiegazione a questa palese contraddizione è la possibilità dell'EPA di disporre di vari dati su animali, contraddittori fra di loro, e la decisione di scegliere, in funzione della situazione, i dati più utili.

Questo esempio, come molti altri, testimonia il vero e reale motivo per cui si continuano a utilizzare gli esperimenti su animali: la possibilità di dimostrare qualsiasi ipotesi.

Se si vuol dimostrare che una sostanza è innocua, è possibile farlo usando gli animali.

Se si vuol dimostrare che la stessa sostanza è tossica, è possibile farlo usando altri animali o altre condizioni di esperimento.

Non è solo la scelta della specie animale infatti che permette di ottenere il risultato voluto: la sperimentazione su animali è una pratica talmente poco controllabile che, anche utilizzando esclusivamente i ratti, gli animali più usati in assoluto, è possibile modificare leggermente le condizioni sperimentali e ottenere risultati completamente variabili.

Nel 1981, sempre il prof. Zbinden pubblicò un articolo [13], diventato subito famosissimo, in cui criticava pesantemente questa metodologia, dimostrando che i risultati che si ottengono dagli animali dipendono, oltre che dalla specie animale utilizzata, anche dalle condizioni in cui viene effettuato l'esperimento: dal ceppo, dal sesso, dall'età, dalle condizioni di stabulazione, dall'alimentazione, dal rumore, dallo stress dell'animale, ecc.

I roditori sono animali naturalmente notturni e tendono a cibarsi durante la notte: basterebbe questo fatto per invalidare la sperimentazione su animali.

Gli animali nei laboratori, per ovvi motivi, vengono costretti a cibarsi di giorno e a vivere in gabbie senza posti dove nascondersi dalla luce; tutto questo li costringe ad adattarsi a situazioni innaturali capaci, già da sole, di alterare profondamente il loro metabolismo.

La prova definitiva della truffa vivisettoria è la seguente:

mentre i tossicologi continuano a sostenere che roditori e uomini sono così simili da permettere l'utilizzo di questi animali per testare le sostanze chimiche che verranno a contatto con l'uomo, i produttori di rodenticidi assicurano che i roditori sono così diversi dall'uomo (e dai suoi animali d'affezione) da offrire la possibilità di preparare veleni altamente specifici [8].

Dalla pubblicità della ditta EMME-A:

La Emme-A esegue trattamenti specifici attraverso l'utilizzo di prodotti selettivi a decisa azione insetticida e topicida, a bassa tossicità per l'uomo.

Dalla pubblicità del Ratticida-topicida DT3 Difhetialone:

Mortale per tutti i roditori infestanti - Tollerato dagli animali d'affezione.

Tramite la sperimentazione sugli animali è possibile ottenere qualsiasi risultato si desideri ottenere.

La sperimentazione su animali non solo non è una metodologia scientifica: è l'esatto opposto della scienza.

Riferimenti:

[1] Italian G.U. (1995) n° 19, 21/08/1995
[2] Italian G.U. (1998) n° 213, 12/09/1998
[3] ATLA (1997) vol 25 n° 5, pp. 486-490
[4] HMSO (1998) Statistics of scientific Procedures on Living Animals: Great Britain 1997, Cm 4025, 95 pp. London.
[5] ATLA (2000) vol 28 n° 1, pp. 7-10
[6] Koehler M. (1999) Arzneimttelprüfung kommit mit weniger Versuchstiere aus. BMELF-informationen, 45, 1999 pp.3-4 Bonn, Germany.
[7] Croce P. (2000) Vivisezione o scienza. Calderini Edagricole
[8] Fano, A. (1997) Lethal Laws. Ed. Zed Books Ltd
[9] Reddy M. B., Cook J. D. (1991) Assessment of Dietary Determinants of Nonheme-lron Absorption in Humans and Rats. American Yournal of Clinical Nutrition, 54, 723-8
[10] Anon. (1995) Teknos, marzo 1995
[11] Cooper J. (1992) Update in Pesticide Laws and Regulations Affecting the Food Industry. Food Technology, 95
[12] Brudnoy S. (1993) Pushing for a Paradigm Shift in Risk Assesment. The Scientist, 14
[13] Zbinden G., Flury-Roversi M. (1981) Significance of the LD50-test for the toxicological evaluation of chemical substances. Archives of Toxicology, 47, 77-99