martedì 23 giugno 2009

NEWS Allegro Natura

La linea Happy Clean di Allegro Natura è arrivata. Purtroppo per ora è dedicata esclusivamente ai Gruppi d'acquisto ai quali però sono riservati prezzi speciali, i prodotti non sono reperibili nei negozi. Disponibili in taniche da 05 litri, 10 litri e come detersivi alla spina. Comunque sempre bene a sapersi per tutti...soprattutto perchè i prodotti non contengono ingredienti di origine animale e sono cruelty-free certificati, etici e pure ecologici!

La linea comprende: sgrassatore, vetri, scioglicalcare, lavatrice liquido concentrato, delicati e colorati, disincrostante, piatti concentrato, pavimenti concentrato, acido citrico monoidrato.
Scopriteli tutti nel dettaglio: www.allegronatura.it
Con l'occasione ricordo anche che la promozione di prova è ancora in corso!

domenica 21 giugno 2009

BIOPUR versione veg per cani

(umido gr 420)
La Waseba è la piccola azienda tedesca che produce gli alimenti BioPur biologici certificati, sia per cane che gatto, per il cane offre anche due alimenti umidi in versione totalmente cruelty-free. Gli ingredienti sono per uso umano, niente ogm o tutte le altre sostanze dannose che troviamo frequentemente negli alimenti "normali", poco proteici e con valori molto bassi di fosforo, credo quindi particolarmente idonei per animali anziani, ma non sono arricchiti con vitamine e quindi credo anche non completi volendoli somministrare come unico alimento. Costano abbastanza e probabilmente non sono alla portata di tutti, diciamo pure che l'umido Yarrah Bio che avevo segnalato in precedenza, costa più o meno lo stesso prezzo (a pari peso) però è un alimento completo...possono essere comunque una valida alternativa, anche perchè con i palati degli animali è sempre un pò un'incognita! Per chi non conosce la ditta, è approvata dalla PETA e la troviamo infatti nella lista positiva qui e specifico anche che questa lista ritendo sia valida a differenza di quella per i cosmetici, sempre della PETA. In più i seguenti siti che vi segnalo per gli acquisti NON vendono prodotti di ditte coinvolte in vivisezione!

Le due versioni sono:

  •  Soia, farro e zucchini: farro 48%, granulato di soia 28%, zucchini 21%, minerali, olio di girasole di prima spremitura.
  • Soia, riso e carote: riso 39%, granulato di soia 15%, carote 23%, olio di girasole di prima spremitura, minerali.
Entrambi disponibili online in Italia su: www.antba.com
(in basso a sinistra nel sito trovate le analisi chimiche di tutti i prodotti in assortimento)

In alternativa sono reperibili anche dalla Germania su: www.onlynaturalpet.eu

sabato 20 giugno 2009

Hedera Natur: buone nuove su Almacabio

Sono contenta di aver continuato a riporre la mia fiducia nell'Hedera Natur, azienda "senza crudeltà" dalle sue origini e che ha anche dimostrato di essere di parola. Svariati mesi fa le avevo chiesto chiarimenti sulla sua policy cruelty-free dato che le confezioni non riportavano più la dicitura che garantisce ufficialmente l'adesione allo Standard del non testato, quella che in Italia avviene tramite LAV-ICEA, e mi avevano  confermato che non c'erano stati cambiamenti in tal senso, solo che avevano ottenuto da Lav una dicitura diversa e che comunque avrebbero nuovamente seguito l'iter ufficiale proprio perchè non ero stata l'unica consumatrice a chiederlo.
Bene, oggi ho scoperto che sulle nuove confezioni (che sono anche nuove nel senso di diverse, il detersivo Equo Marsiglia per esempio ora ha la confezione di plastica grigio scuro riciclata) Almacabio e Equo tali diciture sono nuovamente presenti quindi è tutto confermato, sempre cruelty-free! Nella lista sul sito della LAV però ancora non risulta ma sono più che sicura che si tratti solo di lentezze burocratiche...

venerdì 19 giugno 2009

RP03 antiparassitari naturali


A chi necessita di un antiparassitario per il proprio animale segnalo un'altra possibile alternativa ai prodotti farmaceutici più conosciuti. Ho appena scoperto dell'esistenza di questo prodotto in un blog amico e mi sembra molto interessante data l'alta concentrazione di olio di Neem, ormai noto come valido insetticida e antiprotozoario. L'RP03 è disponibile in spot on e spray, adatto sia per il cane che per il gatto (sono solo i dosaggi a essere diversi) quindi particolarmente utile per chi ha entrambi gli animali e non vuole rischiare brutti incidenti. I prodotti hanno prezzi accessibili e sono facilmente reperibili online su: www.petnet.it

Se poi qualcuno fosse interessato all'argomento o avesse consigli e informazioni utili, è anche invitato a intervenire su: www.animalstation.it

P.S. Il prodotto non sembra essere più disponibile in giro..nè sul negozio che segnalavo nè altrove, comunque c'è il prodotto equivalente che trovate appunto nel link sopra.

mercoledì 17 giugno 2009

Filtri chimici e fisici a confronto

PROTEZIONE SOLARE

Finalmente sono riuscita a finire questa panoramica sui filtri solari usati più comunemente nelle creme e lozioni, per logica avrebbe dovuto arrivare prima delle segnalazioni dei prodotti ma questo era un lavoro più impegnativo..comunque, come per qualsiasi argomento le opinioni al riguardo sono spesso contrastanti, c'è chi consiglia una cosa e ne sconsiglia un'altra, c'è chi propone l'esatto contrario, e c'è perfino chi non da troppa rilevanza alla qualità dei filtri utilizzati, e questo è valido sia in campo medico che tra associazioni di consumatori e/o ambientaliste, sta sempre al consumatore decidere dove indirizzare la propria attenzione. Personalmente uso solo i minerali (preferibilmente senza nanoparticelle) già da svariati anni e per questa categoria di prodotti ho deciso di essere selettiva nel segnalare,  non mi sento proprio di promuore qualcosa di diverso, ma chiaramente ognuno si deve fare la propria opinione e scegliere di conseguenza.
In rete troviamo moltissimo sull'argomento e non potevo davvero citare tutto, quindi ho fatto questa breve selezione informativa.

Testo tratto da AltroConsumo.


Le creme solari sono cosmetici sottoposti a una legislazione specifica.
In particolare, la normativa prevede una lista delle sostanze che si possono usare come filtri solari, le concentrazioni ammesse e le avvertenze, aggiornata periodicamente sulla base delle opinioni del Comitato Scientifico sui prodotti cosmetici.
In generale, le creme contengono una miscela di sostanze filtranti, in modo da poter filtrare diversi tipi di radiazioni e garantire una protezione più ampia.
I filtri si distinguono in chimici o fisici a seconda della loro natura e del modo in cui agiscono.
I filtri chimici contengono sostanze di sintesi che assorbono le radiazioni; i raggi solari si "incastrano" nelle molecole del filtro dove vengono bloccati e non raggiungono quindi l'epidermide. Per fare questo la struttura di queste sostanze è particolarmente complessa e ciascun filtro cattura e trasforma selettivamente solo certe bande di raggi solari, non tutti i raggi solari.
Questo meccanismo fa sì che il filtro chimico "trattenga" l'energia dei raggi del sole e la rilasci sotto forma di calore, aumentando la sensazione di caldo sulla pelle.

I filtri chimici POSITIVI

  • butyl methoxydibenzoylmethane (nome commerciale parsol): è uno dei filtri più utilizzati ed efficaci per raggi UVA e in parte UVB, potrebbe però essere instabile. La presenza di octocrylene migliora la stabilità della crema.
  • ethylhexyl methoxycinnamate: filtro efficace per gli UVB, adatto a pelli sensibili. Non è però utilizzabile da solo perché non garantisce un'ampia copertura.
  • terephthalylidene dicamphor sulfonic acid, (nome commerciale mexoryl mx): è molto efficace per gli UVA e in parte UVB, non penetra nella pelle. Potrebbe degradarsi se utilizzato da solo.

I filtri chimici NEGATIVI:

  • benzophenone-3: è sospettato di penetrare attraverso la cute e potrebbe provocare allergie o reazioni di fotosensibilità o problemi ormonali.
  • Methylbenzylidencamphor: alcuni studi hanno dimostrato alterazioni della tiroide sulle cavie, è stato trovato in tracce nelle urine quindi penetra nella pelle. Può anche dare reazioni allergiche.
  • paraaminobenzoico acid (PABA): era il filtro più utilizzato in passato, molto efficace in particolare per i raggi UVB. Potrebbe provocare sensibilizzazione e reazioni allergiche. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che ha effetti estrogenici. Per questi motivi, il comitato scientifico della Commissione Europea che si occupa della sicurezza dei cosmetici ha deciso che non può più essere utilizzato come filtro solare a partire dal prossimo ottobre.

gli altri filtri chimici non citati sono senza infamia e senza lode.

I filtri fisici schermano tutti i raggi solari, non sono selettivi e costituiscono una barriera che riflette tutta la luce, in pratica a differenza di quelli chimici non filtrano alcuni raggi UV, ma li riflettono tutti. I filtri fisici respingendo i raggi solari, non provocano un surriscaldamento dell'epidermide. Questo tipo di filtri in passato erano poco apprezzati perchè per la loro struttura creavano un effetto antiestetico di patina bianca, ma oggi questo inconveniente è stato superato grazie a nuove tecniche di micronizzazione degli ingredienti. I filtri fisici sono più adatti per chi soffre di fotosensibilità, per chi ha la pelle danneggiata e per i bambini, perché più tollerati dalla pelle.

I filtri fisici più usati sono:

  • zinc oxide
  • titanium dioxide

Le creme solari che utilizzano unicamente filtri fisici potrebbero non essere sufficienti a garantire una protezione ottimale, preferite una crema con una miscle di filtri fisici e chimici.
Alcuni prodotti aggiungono anche altri minerali come filtri fisici, come l'ossido di zinco (zinc oxide) o il talco (talc): non sono necessari e da soli non possono garantire una protezione accettabile, ma in aggiunta ad altri filtri non creano problemi.


Partendo dal presupposto che comunque per i solari è molto maggiore il beneficio di qualsiasi effetto negativo, non è possibile escludere a priori la possibilità di effetti indesiderati.
I filtri fisici sono considerati generalmente inerti, quindi ben tollerati anche da persone con la pelle sensibile.
I filtri chimici, invece potrebbero essere causa di irritazioni, sensibilizzazione e reazioni allergiche.
Questo tipo di reazioni sono estremamente soggettive, ma esistono sostanze che più frequentemente di altre sono la causa scatenante.
L'utilizzo dei filtri chimici è in aumento anche in altri prodotti cosmetici, per cui il rischio di sensibilizzazione è in aumento.
I filtri chimici ritenuti più frequentemente causa di reazioni soprattutto a causa di un utilizzo massiccio, sono:
  • PABA,
  • Benzophenone-4
  • metossicinnamato.

Altre cause di reazioni allergiche sono:

  • i profumi usati nei prodotti
  • l'alcol, in particolare contenuto nei gel
  • i conservanti, presenti in tutti i prodotti.

I claim "dermatologicamente testato", "clinicamente testato" o "ipoallergenico " sono a discrezione del produttore, non sono sottoposti a standard e a verifiche, non sono pertanto garanzia di innocuità del prodotto.
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Tratto dal sito ACSI
Associazione Consumatrici e Consumatori della Svizzera italiana, originale qui.

Filtri solari chimici: da evitare! 


L’industria cosmetica utilizza diversi tipi di filtri solari. I filtri minerali, come l’ossido di titanio, proteggono dal sole formando una barriera fisica contro gli ultravioletti. Per contro, certi filtri solari d’origine chimica sono sospettati di esercitare un’azione negativa sul sistema endocrino. Il pericolo riguarda soprattutto cinque molecole e cioè, in ordine decrescente per la loro attività:
  • il 4-metilbenzilidene canfora (4-MBC)
  • il Benzofenone-3 (BP-3)
  • l’Etilesil metossicinnamato (OMC)
  • il Butil metossidibenzoilmetano (B MDM)
  • l’Etildimetil Paba (OD Paba)

(il sito ACSI è stato ristrutturato dopo la pubblicazione di questo post e il comunicato originale non è più disponibile, avevo comunque riportato fedelmente)

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Testo tratto dal sito Lavèra USA
(visionabile integralmente qui)

Comprendere la protezione solare a base minerale

  • Pe la linea di prodotti per la protezione solare, Lavéra sceglie di utilizzare ingredienti al 100% minerali e attivi al fine di mantenere sano anche il normale funzionamento degli organi interni e del sistema riproduttivo. La linea solare minerale Lavéra è estremamente popolare, ha il 50% della quota di mercato in Germania! Recentemente sono stati pubblicati studi scientifici da parte dell'Istituto di Farmacologia e Tossicologia svizzero che dimostrano che i filtri solari chimici possono avere conseguenze dannose provocando effetti indesiderati. I composti solari chimici possono accumularsi nel grasso corporeo, nel latte materno, e provocare cambiamenti ormonali all'interno del corpo. Queste sostanze chimiche imitano gli estrogeni inducendo l'attività ormonale, come l'aumento delle dimensioni del utero nelle donne. Lavéra per la cura della pelle offre ingredienti alternativi e sicuri come il biossido di titanio che protegge dai raggi UV che causano l'invecchiamente della pelle. Inoltre Lavéra non utilizza qualsiasi PABA, PEG, profumi sintetici o conservanti che possono provocare irritazioni della pelle.
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Tratto del testo a cura di Marcello Guidotti su www.galenotech.org
(naturalmente invito alla lettura dell'articolo completo)

Effetti avversi dei filtri solari:

  • Mentre i filtri fisici sono considerati biochimicamente inerti, i filtri chimici possono rendersi responsabili di reazioni di irritazione, sensibilizzazione, fototossicità e fotoallergia 4. I filtri solari presenti nelle preparazioni, raggiungono concentrazioni fino al 10% e sono generalmente applicati sull'intera superficie corporea; poiché la maggior parte dei filtri chimici sono costituiti da molecole lipofile, vengono assorbiti. Per esempio, il benzofenone-3 (Bp-3), che è uno dei filtri più fotostabili e quindi tra i più impiegati, e il suo metabolita 2,4-diidrossibenzofenone, sono stati rintracciati nelle urine umane 4 ore dopo l'applicazione topica di un prodotto regolarmente reperibile in commercio. Bp-3 è stato trovato anche negli organi interni di cavie da laboratorio e sue tracce sono state trovate anche nel latte umano.
  • Le reazioni allergiche ai filtri solari sono piuttosto rare (nonostante la diffusione dei filtri chimici non solo nei prodotti per la protezione solare ma anche in altri cosmetici) e prevalentemente di natura irritativa piuttosto che allergica nei confronti del filtro e degli altri componenti del prodotto. I primi filtri chimici a essere ampiamente utilizzati sono stati PABA e i suoi esteri, octil-dimetil-PABA e pentil-dimetil-PABA. Il riscontro di reazioni di tipo fotoallergico nei confronti di questi agenti chimici ha portato alla loro scomparsa dal mercato e alla produzione di prodotti PABA-free contenenti soprattutto benzofenoni, i quali, insieme al dibenzoilmetano, si sono dimostrati induttori di reazioni fotoallergiche. Come alternativa è utilizzato il metossicinnamato (raggiunge anche parte dell'UVA), che è ora il terzo allergene più comune.
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A cura del Dott. G. Panin, tratto da www.dermastudio.ch
(anche questa è solo una piccola parte di un lungo articolo di cui consiglio la lettura integrale, seppur un pò datato offre anche info interessanti sulla vitamina E)

I filtri chimici:

  • Sono sostanze chimiche (non naturali, sono sostanze estranee all’organismo, di sintesi) che hanno la proprietà (per la loro struttura molecolare) di catturare su di sè l’energia degli UV evitando il danno alle cellule cutanee.
  • In genere hanno nella loro molecola degli “anelli aromatici”; questi anelli hanno la proprietà di “assorbire” gli UV su di sè, bloccandone l’energia.
  • Detto così sembra molto positivo. In realtà che fine fa l’energia catturata? Può essere eliminata come calore, come fluorescenza e questo è positivo. Però può anche determinare un danno della struttura colpita.
  • I prodotti di degradazione che si formano possono essere molto dannosi per le cellule cutanee (in quanto una volta messi sulla pelle penetrano nella cute e non vanno più via) possono anche determinare la “proliferazione” cellulare con tutte le conseguenze che possiamo immaginare (sviluppo di neoplasie). Ecco perchè negli ultimi anni sono sotto accusa e addirittura viene sconsigliato in modo assoluto il loro uso nei bambini. In pratica i filtri chimici sono presenti in quasi tutti i prodotti solari del commercio, anche in quelli “per bambini”.
  • Negli ultimi anni sono stati sintetizzati dalle aziende (vedi L’Oreal, Vichy, Roc ecc.) nuovi filtri chimici per ovviare alla fotoinstabilità, sono cioè stati messi in commercio come “fotostabili” (non dovrebbero cioè “rompersi” se colpiti dai raggi UV) propio perchè erano coscienti del problema (fotoinstabilità e conseguente pericolo) che cominciava ad essere conosciuto dai ricercatori prima e poi dai dermatologi e quindi dai consumatori finali. Gli ultimi filtri chimici nuovi (degli ultimi 2-3 anni) vengono quindi proposti come fotostabili. Molte aziende anche note stanno però ancora usando nei loro solari i vecchi filtri chimici “fotoinstabili”.
  • Però anche i nuovi “filtri chimici” sono comunque “sostanze chimiche” nuove (sintetizzate ex novo in laboratorio e non esistenti precedentemente in natura) che vengono comunque messi sulla cute, che vengono assorbite dalla stessa (in genere tutte le sostanze messe sulla pelle vengono dalla stessa assorbite) e di cui non conosco il destino biologico a lungo termine, cioè qualli effetti o azioni possano dare nel tempo a contatto con i meccanismi cellulari, sono usate da poco tempo e spesso gli effetti biologici di una sostanza chimica si notano dopo molti anni. Perciò non c’è sufficiente esperienza derivante dall’uso per molti anni e quindi un po’ di prudenza specie nei bambini non sarebbe controindicata per cui comunque i dermatologi pediatri più importanti consigliano nei bambini l’uso di soli schermi fisici e anche le aziende più importanti si stanno adeguando agli scienziati e nelle indicazioni dei loro prodotti solari con soli schermi fisici scrivono: indicazioni d’uso–bambini.
  • Anche negli adulti comunque la fotoprotezione con solo schermi fisici è più sicura [i filtri chimici danno inoltre anche una certa percentuale (6-8%) di allergie cutanee, mentre gli schermi fisici a quanto mi risulta non danno allergie].

I filtri fisici:
  • Sono sostanze “bianche” (i filtri solari che sbiancano la pelle) composti da derivati di metalli (ossido di zinco, biossido di titanio) che hanno propietà riflettenti ai raggi UV cioè i raggi UV non vengono assorbiti ma riflessi sulla superficie cutanea.
  • L’azione è quindi diversa dai filtri chimici: i filtri chimici assorbono i raggi UV, gli schermi fisici li riflettono. Lo svantaggio degli schermi fisici è che hanno l’azione “sbiancante” sulla cute che è poco accettata cosmeticamente ed inoltre l’abbronzatura non è uniforme, avviene “a chiazze” (a seconda delle zone cutanee con o senza filtro fisico,con più o meno filtro fisico in una determinata zona). Si è rimediato a ciò con gli schermi fisici più moderni (micronizzati) che per tale motivo “sbiancano” molto meno la pelle (noi usiamo schermi fisici micronizzati).
  • Inoltre è importante sottolineare che nessun filtro solare, sia fisico che chimico riesce a catturare o riflettere tutti gli UV che arrivano sulla cute: una certa quota di UV passa sempre; l’unica eccezione è riempirsi di uno stato di filtri fisici (pasta bianca) talmente spesso da avere la parte di cute ricoperta da uno stato bianco “spesso”, ma anche lì penso che un po’ di raggi UV riescano a passare, visto che passano anche attraverso una maglietta di cotone normale e che solo il tessuto jeans grosso trattiene del tutto i raggi UV.
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Inoltre, se avete la possibilità di leggere in inglese vi segnalano anche queste altre fonti dove trovare informazioni importanti, il materiale è troppo... non ce la faccio proprio a tradurlo!

This won't hurt a bit

giovedì 11 giugno 2009

Chi ha vinto i Vegan Environment Awards 09?

Segnalo solo la sezione cosmetica, scoprite qui i tutti vincitori di quest'anno nelle altre categorie!

mercoledì 3 giugno 2009

Info sui crocchi Benevo...?!


Piccola segnalazione di passaggio! Ho trovato questa informazione sul sito della "Vegan Dog Nutrition Association" - Associazione di nutrizione vegana per cani - e mi sembra giusto parlarne...anche se in realtà è dedicata unicamente ai più pignoli. I croccantini Benevo per cane (lo stesso vale anche per quelli per gatto) che sono distribuiti anche in Italia, contengono D3 normalmente derivata dalla lanolina, quindi l'alimento non è vegan come si può pensare...certamente è comunque vegetariano e resta sempre cruelty-free. Ho fatto qualche ricerca in rete per capire meglio, e sembra però che la D3 possa essere anche di origine sintetica, quindi sinceramente non so se la Vegan Dog Nutrition Association abbia contattato la Benevo prima di pubblicare l'informazione in proposito, o se sia solo una supposizione. Solo a titolo informativo, questo è quanto troviamo dichiarato nel sito, poi ognuno ovviamente valuti per sè:

lunedì 1 giugno 2009

Il cane veg e dintorni


Avrei voluto poter essere d'esempio raccontando la mia esperienza positiva con gli alimenti vegetariani/vegani per gatti, sfortunatamente non è andata così, e in più parlare dell'argomento mi è costato anche varie spiacevoli discussioni. In un forum sono stata attaccata solo per aver detto che compro anche gli Amì, e più volte non sono stata compresa da chi non ha mai avuto un felino e non può veramente rendersi conto di quanto sia complesso gestirne l'alimentazione...Senza contare che in Italia abbiamo così pochi alimenti totalmente cruelty-free per gatti, e tra l'altro non troppo idonei all'animale anziano e/o con insufficienza renale (problema assai diffuso), tranne forse l'umido Benevo Duo che è poco proteico ma nella mia esperienza anche poco appetibile, purtroppo!

Comunque in realtà la mancanza di alimenti vegan in versione "renal" si fa sentire nella stessa misura con i cani, dato che l'insufficienza renale è una di quelle patologie che le due specie hanno in comune, pur avendo caratteristiche generali molto diverse fra loro. In compenso però gestire l'alimentazione vegana del cane risulta sicuramente più semplice, e non è una mia supposizione ma è il dato di fatto che emerge dalle numerose testimonianze positive in tal senso, e nel caso dell'animale anziano si può comunque fare qualche compromesso, magari cucinando vegetariano per proprio conto. Eticamente parlando non credo si possa fare il paragone con alimenti renal a base di carne e magari anche testati su animali in laboratorio...alla fine il discorso è sempre lo stesso applicabile in ogni campo: si fa quel si può!

Ecco perchè oggi ho deciso di raccontarvi l'esperienza della mia amica Emily con la sua cagnolina anziana, anche se mi ero ripromessa di non parlare più pubblicamente di quest'argomento che suscita polemiche più di altri, ma secondo me la sua testimonianza è particolarmente importante e spero davvero che possa far riflettere qualcuno. Vi ho fatto la traduzione del suo ultimo post al riguardo (ho sintetizzato per arrivare subito al punto cruciale), è la risposta che ha dato a una richiesta di informazioni ricevuta per e-mail, però se avete la possibilità leggete anche gli articoli originali e quelli correlati che trovate in:


Naturalmente vi invito a consultare anche tutto il resto del suo lavoro che è interamente dedicato al cruelty-free, per me è una specie di "paese dei balocchi", uno degli imperdibili che a volte è stato addirittura illuminante...infatti senza le osservazioni di Emily probabilmente avrei continuato a credere che la certificazione della PETA per i cosmetici fosse valida al 100%! Il blog è ricco di contenuti e di recensioni accurate dei prodotti che lei ha già provato: Living Cruelty Free

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La mia cagnolina è a rischio di insufficienza renale e il mio veterinario mi ha fornito una ricetta (da Small Animal Clinical Nutrition) adatta a tenere la situazione sotto controllo, mi ha concesso di sostituire la carne bovina con le uova, quindi adesso la sua dieta è essenzialmente a base di uova, riso, pane e olio. Prende anche un supplemento di calcio, e un quotidiano integratore multivitaminico.

La buona notizia è dopo circa due anni di dieta vegetariana, i reni del mio cane stanno benissimo! Abbiamo fatto spesso le analisi del sangue e tutto procede bene!

Comunque, se non ci fosse il rischio dell'insufficienza renale avrei integrato immediatamente la sua dieta con Vegedog – è un integratore di minerali e aminoacidi che i cani normalmente assumono dalla carne — si aggiunge direttamente nel cibo vegetariano/vegano come fagioli, riso, patate, avena, ecc. E' cruelty-free, economico, e non si corre alcun rischio che ci siano contaminazioni di melamina — Ho scritto dell'altro su Vegedog qui.

Dovreste provarlo! Sembra un'ottima idea. Sto cercando di "convertire" il maggior numero possibile di persone. Sto aspettando con ansia che arrivi anche Vegedog renal. Spero anche che qualcuno tiri fuori una ricetta "amica dei reni" senza uova...sono pure stufa di cucinarle, comunque le cucini rimangono attaccate alla padella.

I cani non necessitano di mangiare carne, possono essere vegetariani e godere di ottima salute: le uova hanno un valore proteico superiore rispetto alla carne - 94/100 contro il 74/100 della carne di manzo.

Oltre a ciò - cani possono facilmente essere vegan. Sì! E 'vero! In un post precedente ho parlato di questo libro davvero affascinante - Obligate Carnivore da Jed Gillen - e mi ha completamente convinto che i cani possono davvero essere vegan molto facilmente. Essi sono letteralmente Scavenger/onnivori, il che significa che possono crescere bene con le diete vegetali ( i gatti sono davvero carnivori, percui la questione è diversa, anche se molte persone apparentemente riescono ad alimentare con successo i propri gatti con diete vegan), nonostante ciò che è comunemente creduto. Non è affascinante? Quindi, è davvero possibile vivere una felice vita vegetariana con un cane, ma non solo, anche vegana.

In realtà, considerando la recente ricerca che dimostra come le diete vegane con supplementi di vitamina B12 siano molto più sane per l'uomo rispetto delle diete a base di carne e prodotti caseari, - nel senso che i vegani che seguono una dieta a basso contenuto di grassi e integrazione di B12 eliminano quasi del tutto il rischio di cancro, malattie cardiache e il diabete, e il fatto che il cane più vecchio del mondo sia vegan, non sarei sorpresa se tra qualche anno si scoprisse che che le diete vegane potrebbero far vivere più a lungo in nostri cani!


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Insomma quello che voglio dire è: informatevi, elaborate, consultate più veterinari, ma pensateci seriamente e non scartate mai le alternative a priori, almeno sperimentate prima di bocciare qualcosa. A questo punto facciamo anche un doveroso riepilogo degli alimenti completi e totalmente cruelty-free che abbiamo a disposizione in Italia al momento, e se mi fosse sfuggito qualcosa mi raccomando segnalatemelo, non mancherò di dedicargli uno spazio:

  • Amì secco per cane e gatto
  • Benevo secco per cane, e gatto, un umido per entrambi
  • Denkadog Hypo Sensitive secco, cane
  • Yarrah bio per cane, umido e secco
  • I cavalli del sole per cane, secco (acquisti diretti dal produttore)
  • BioPet Care - nel sito mancano molti dettagli, info qui

Per acquistare online trovate delle indicazioni utili nel post che ho già dedicato ai vari prodotti, sempre nell'etichetta pet food vegetariano. E per concludere non poteva certo mancare qualcosa da leggere sull'alimentazione vegetariana/vegana del cane e gatto, accessibile a tutti in rete:


In inglese: