Buona per la salute...ma è cruelty-free? Purtroppo un cosmetico Bio certificato non significa automaticamente che sia anche 100% cruelty-free, spesso su questo punto si tende a fare confusione associando erroneamente proprio le due questioni. Come "fan" del biologico in generale, apprezzo i criteri di certificazione per quello che riguarda la qualità degli ingredienti, ma nel settore cosmetico c'è una carenza rilevante, se una ditta non ha anche una policy cruelty-free altrettanto certificata (o almeno palesemente autocertificata) non si hanno certezze. E' anche vero nella Bio Cosmesi troviamo spesso molte sostanze naturali (non richiedono test su animali per legge) e altre che sono in commercio da lungo tempo, di fatto però questa certificazione non richiede una FCOD (fixed cut-off date) per gli ingredienti, punto fondamentale per "etichettare" un cosmetico come cruelty-free. Direi che tirare le somme sia piuttosto facile!Vuoi solo bio? Allora è tutto ok, vuoi il bio cruelty-free? Vai oltre...c'è un'ampia scelta!
Se si leggono anche i criteri delle certificazioni equivalenti estere, come per esempio quelli della rinomata Soil Association, si nota subito che più o meno la sostanza non cambi. Andiamo meglio con la certificazione della OF&G (sempre inglese) perchè almeno specifica che nuovi test su animali non devono esserci, però c'è anche la classica clausola che permette la sperimentazione animale nei casi in cui fosse ancora richiesta per legge.
Restiamo comunque in Italia e vediamo un pò la situazione per gli ingredienti, copio il testo inerente dal Disciplinare ICEA, da non confondere appunto con quello LAV-ICEA.
Restiamo comunque in Italia e vediamo un pò la situazione per gli ingredienti, copio il testo inerente dal Disciplinare ICEA, da non confondere appunto con quello LAV-ICEA.
Per ogni prodotto deve essere compilato un modulo reso pubblico sul sito web dell’Organismo di Controllo con una dichiarazione completa dei componenti, con le loro denominazioni INCI. La procedura di certificazione può essere avviata solo a dichiarazione avvenuta. Nel caso di dubbi sul processo a monte delle materie prime utilizzate, l’ente certificatore potrà richiedere ulteriori spiegazioni che ne garantiscano l’innocuità e l’ecologicità. Per ulteriore tutela del consumatore il produttore si fa carico di comunicare gli eventuali additivi presenti nelle materie prime prima del loro utilizzo, come ad esempio i conservanti. Questo servirà anche all’organismo di controllo in sede di verifica a valutare la eventuale presenza di sostanze non dichiarate in base ai dati forniti nel dossier cosmetico. Per quanto concerne gli olii essenziali vegetali utilizzati come profumazioni nei cosmetici, essi possono non essere dichiarati, come consentito dalla legge che permette di denominarli “Parfum”, senza specificarne la natura o la percentuale. Tutti i profumi, essenze, fragranze, aromi e loro miscele utilizzati devono essere comunque accompagnati da apposita dichiarazione del fornitore e/o produttore che ne attesti la conformità delle stesse all’allegato 1 ad esclusione, ovviamente, di quelle sostanze presenti naturalmente negli olii essenziali.
Si ricorda che materie prime naturali hanno avuto un’evoluzione nel tempo che è andata di pari passo con quella dell’uomo, e pertanto possono presentare un tasso di rischio tossicologico infinitamente inferiore per l’organismo umano. Questa motivazione sta alla base dei punti a seguito elencati. La trasformazione di materie prime dovrebbe dare come risultato prodotti finiti poco aggressivi ed ottenuti con contenuti procedimenti chimici. Ogni prodotto finito deve soddisfare i criteri sotto elencati per essere certificato.
Le materie prime vegetali, intese come piante o parti di esse, devono essere da agricoltura biologica o raccolta spontanea certificata. Il metodo di produzione biologico deve essere certificato sulla base di un Sistema di Controllo e Certificazione regolamentato (es. Reg. CE 834/07, NOP, JAS, ecc.) o volontario purchè conforme ai basic standard e criteri IFOAM. La Commissione di Certificazione dell’Organismo di Controllo di volta in volta potrà accettare eccezioni soltanto nel caso in cui non è possibile trovare sul mercato nazionale l'ingrediente certificato. Per ogni prodotto cosmetico certificato ai sensi del presente Disciplinare deve essere utilizzata almeno una materia prima proveniente da agricoltura biologica certificata. In ogni caso sono escluse materie prime vegetali geneticamente modificate o irradiate con radiazioni ionizzanti. Sono altresì escluse parti o parti di esse quando il loro utilizzo possa contribuire a porle a rischio di estinzione; è consentito l’uso di queste materie prime se sicuramente provenienti da coltivazione. L’utilizzo della glicerina vegetale è consentito
Le materie prime prodotte da animali devono essere certificate da agricoltura biologica in modo che venga sicuramente garantito il benessere dell’animale. Il metodo di produzione biologico deve essere certificato sulla base di un Sistema di Controllo e Certificazione regolamentato (es. Reg. CE 834/07, NOP, JAS, ecc.) o volontario purchè conforme ai basic standard e criteri IFOAM. La Commissione di Certificazione dell’Organismo di Controllo può ammettere eccezioni soltanto nel caso in cui non sia possibile trovare l'ingrediente certificato.
- Non possono essere utilizzati materie prime da animali quando questo ne comporti la soppressione.
- Sono ammesse materie prime da fermentazione batterica.
- E’ vietato l’uso della glicerina di origine animale.
- E’ vietato l’uso di collagene, cheratina, chitosano, chitina, ceramidi, elastina, eparina, acido ialuronico, acidi nucleici ed enzimi (e i loro derivati) di origine animale.
Materie prime inorganiche sono generalmente ammesse, ad eccezione di quelle elencate negli allegati. Quando il prodotto cosmetico è composto esclusivamente da materie prime inorganiche naturali (ad esempio ‘sali da bagno’, ‘argilla’, ‘acque termali’, ecc.) la Commissione di Certificazione dell’Organismo di Controllo potrà concedere la conformità al presente Disciplinare esclusivamente ai fini del completamento di linea di tali prodotti.
Le materie prime prodotte tramite processi chimici sono ammesse soltanto nei casi in cui non esistono valide alternative e devono soddisfare i seguenti criteri:
- non è ammessa l’etossilazione della materia prima.
- non è ammesso l’utilizzo di filtri solari chimici.
- non sono ammesse le materie incluse nelle classi di sostanze di cui al punto 2 ed indicate negli allegati (lista delle sostanze da non utilizzare per ottenere la certificazione).
- ai fini del completamento della linea cosmetica certificata di volta in volta la Commissione di Certificazione dell’Organismo di Controllo potrà ammettere l’utilizzo di ‘caprylyl glycol’ come conservante del prodotto cosmetico per una concentrazione massima pari all’1% o di ‘etidronic acid’ solo nel caso di prodotti cosmetici a base di oleati basici (saponi solidi) per una concentrazione massima pari allo 0,15% o l’utilizzo di ‘guar hydroxypropyltrimonium chloride’ per una concentrazione massima pari all’ 1%.
E' vietato l'utilizzo di ingredienti geneticamente modificati. L’organismo di controllo dovrà espletare particolari verifiche di filiera al riguardo dell’uso di ingredienti derivanti da materie prime come mais, patate e soia ed altri fortemente a rischio di contaminazione da OGM.
E' vietata l'irradiazione del prodotto finito con radiazioni ionizzanti e l'utilizzo di ingredienti con essi irradiati a scopo germicida o battericida/fungicida.





