Una nuova manifestazione per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori. Questa volta l'appuntamento è il 25 settembre in Piazza della Repubblica a Roma, ore 15.00. Ulteriori info sono disponibili direttamente sul sito web dedicato all'evento (si stanno già organizzando anche pullman), io perferisco dilungarmi con questa storia pubblicata su: www.fermaregreenhill.net
"Una storia a lieto fine per alcuni dei cani di Green Hill"
Questa è una storia di qualche anno fa. Se ne parliamo adesso è perché vogliamo che tutti quelli che si sono affacciati solo adesso al terribile mondo della vivisezione possano conoscerla. Ma anche e soprattutto perchè quello che ci dice questa storia è che il destino degli animali rinchiusi in un laboratorio non è solo nelle mani dei vivisettori, può essere anche nelle nostre. Noi possiamo essere la differenza, possiamo portare quegli animali verso la libertà. Basta crederci e metterci tutto l’impegno possibile.
L’antefatto
Nel giugno 2005 un carico di 32 cani beagle è partito da Green Hill diretto ai laboratori della facoltà di Medicina Veterinaria di Zagabria, in Croazia.
Nel giugno 2005 un carico di 32 cani beagle è partito da Green Hill diretto ai laboratori della facoltà di Medicina Veterinaria di Zagabria, in Croazia.
La mobilitazione è stata immediata e forte. Ha portato il rettore dell’Università a doversi giustificare con scuse e menzogne in una conferenza stampa, ha fatto marciare per le vie di Zagabria 400 persone, ha tenuto sotto controllo l’università con una staffetta di guardia 24 ore su 24 (alcuni di questi volontari sono stati aggrediti dallo stesso vivisettore responsabile del progetto di ricerca, tale Antun Brkic) e ha fatto parlare tutta la nazione di vivisezione. Tanto che ben 300 famiglie si sono fatte avanti per adottare i cani se fossero stati sequestrati.
Il 17 luglio Brkic comincia gli esperimenti e ad alcuni cani vengono fratturate le ossa delle gambe, tutto questo mentre ancora a quanto pare mancasse la licenza e non ci fosse autorizzazione a procedere.
Il successo
Il 21 luglio la splendida notizia da parte di Animal Friends Croazia: “I beagle-cavia, spaventati, traumatizzati, fratturati, feriti, malati, e uno di loro privo di un occhio, dopo anni di prigionia in piccole gabbie luride, oggi sono stati rimessi in libertà.”
Dopo intense trattative col decano dell’università ed enormi pressioni del pubblico e dei politici gli esperimenti di Brkic sono stati sospesi e i cani affidati a 32 famiglie selezionate dall’associazione, che hanno provveduto a curarli e sterilizzarli.
Il presente
Questi 32 cani hanno una vita felice. Dopo la prigione di Green Hill e la sofferenza del laboratorio, eccoli nelle loro famiglie, liberi di essere se stessi e testimoni dell’orrore della vivisezione. Le foto dei beagles detenuti nell'universita, invece, sono sul sito Animal Friends Croatia, cliccare direttamente qui e qui.




qualche volta c'è un lieto fine, ma non per tutti, solo per pochi. mobilitiamoci e NON finanziamo la vivisezione facendo i nostri acquisti.
RispondiEliminaci vediamo a Roma???? speriamo..........
RispondiEliminaCi vediamo a Roma x gridare tutta la nostra rabbia.NO VIVISEZIONE!!!
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