domenica 3 ottobre 2010

L'importanza della FCOD policy!


Ma cos'è questa FCOD policy, e soprattutto perchè è ancora così importante? Beh, la questione in realtà è piuttosto semplice ma il consumatore mediamente interessato alla cosmesi cruelty-free è ancora un pò confuso, dunque parliamone. Prima di tutto però, bisogna fare un passo indietro con una breve premessa:

  • Tutti gli ingredienti di sintesi sul mercato oggi, sono stati testati su animali in passato per legge.
  • Gli ingredienti 100% naturali (vegetali non trattati con processi chimici) non richiedono test su animali per legge.
  • Il prodotto finito in Europa non lo testa nessuno perchè da anni c'è un divieto ufficiale.

Detto questo, nel 1996 è nato lo "Standard del non testato" riconosciuto a livello internazionale (testo integrale visionabile qui) che in pratica serve a non incrementare i test su animali per i singoli ingredienti, come? Con la FCOD (Fixed Cut-Off Date) policy appunto (va da sè che lo Standard escluda anche i test sul prodotto finito)!
Ovviamente non si può modificare il passato ma si può fare qualcosa per il futuro, di fatto tutte le aziende che hanno aderito allo Standard hanno una propria FCOD, cioè:

hanno preso il preciso impegno a non utilizzare nuovi ingredienti usciti sul mercato dopo la data scelta al momento della propria adesione. 

Più è vecchia questa data e meglio è, va da sè, come è altrettanto ovvio che prodotti non sviluppati con questo criterio non possono essere considerati cruelty-free, che l'azienda in prima persona e anche i suoi fornitori non testino su animali non è rilevante dato che gli ingredienti vengono comunque testati per legge, su animali, da chi vuole immettere sul mercato una nuova sostanza, ho reso l'idea? Questa famosa "data fissata" è veramente l'unico sistema che garantisca di non aver incentivato la sperimentazione animale, e per questo molte certificazioni valide in apparenza, in sostanza non lo sono affatto.

Alcune aziende riportando "Prodotto finito non testato su animali" sulle confezioni confondono il consumatore proprio perchè il problema sono i singoli ingredienti, qui in Europa il prodotto finito è vietato testarlo su animali già dal 2005 e tale dichiarazione è assolutamente inutile, quindi attenti alle imitazioni!
Per rimanere in Italia, quelle certificate da LAV dopo il controllo da parte di ICEA hanno una dicitura inconfondibile, e non sempre è presente anche il logo ufficiale:

  Ecco un esempio con una confezione Bjobj:


Infine, senza dilungarmi troppo, invito a consultare le fonti già elencate qui, aggiungo solo che c'è anche la certificazione Naturewatch che però non è visionabile online. Per il regolamento REACH invece vi rimando direttamente qui. Poi si potrebbe discutere a lungo se sia giusto considerare cruelty-free prodotti che contengono sostanze di origine animale, ma questa è un'altra storia, per oggi è tutto!

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